I soci
Sono i proprietari della cooperativa. Approvano le decisioni strategiche e ne definiscono l'evoluzione: un socio, un voto.

Un collettivo digitale dove i soci sono proprietari dell'azienda, decidono insieme e mettono le persone prima della tecnologia.
Nel 1873 Monet, Pissarro, Renoir, Sisley e altri artisti si uniscono nella Société anonyme coopérative per esporre in modo indipendente, fuori dal Salon ufficiale. Questo quadro era alla loro prima mostra, nel 1874, e da qui nasce il nome «Impressionismo». Una cooperativa che ha cambiato il modo di vedere. Musée Marmottan Monet, pubblico dominio.
Crediamo che la tecnologia debba essere costruita con le persone, per le persone. Humain è una cooperativa: i soci ne sono proprietari e la governano, con trasparenza e inclusività.
Tutti contribuiscono, e tutti ne traggono beneficio.
Le decisioni partono dalle persone, non solo dai profitti.
Un socio, un voto.
I ruoli sono distinti ma collegati: ognuno sa cosa decide e cosa fa, senza gerarchie.
Sono i proprietari della cooperativa. Approvano le decisioni strategiche e ne definiscono l'evoluzione: un socio, un voto.
Eletto dai soci, custodisce i valori e la visione di lungo periodo. Verifica che le decisioni siano coerenti con la missione, le norme e l'etica della cooperativa.
Organizzano i progetti, sviluppano le soluzioni e lavorano in team con autonomia, trasformando le decisioni condivise in risultati.
Governance, proprietà e lavoro si sostengono a vicenda: è questo che rende la cooperativa sostenibile nel tempo.
Sei valori guidano il lavoro di ogni giorno.

Raccoglitori al lavoro insieme in un frutteto: il raccolto è di tutti. Pissarro fu tra i fondatori della Société anonyme coopérative, nel 1873. Dallas Museum of Art, pubblico dominio.
Ogni socio ha un peso reale e lavora per un obiettivo comune, senza competizione interna. Meno gerarchia, più partecipazione.

Il treno a vapore, tecnologia nuova per l'epoca, diventa il soggetto del quadro: Monet dipinse la stazione una dozzina di volte nel 1877. Pubblico dominio.
Non siamo solo un'azienda tech. Per noi la tecnologia serve a migliorare il modo in cui le persone usano il digitale, per chi la sviluppa e per chi la usa.

Una domenica a Montmartre: operai, artisti e sarte ballano insieme, senza distinzione di ceto. Musée d'Orsay, pubblico dominio.
Cresciamo collaborando, non competendo. Accogliamo la diversità e i nuovi soci, e costruiamo un ambiente in cui tutti possono contribuire.

Nel 1869 Monet e Renoir dipinsero fianco a fianco la stessa scena, a Bougival: ognuno mostra apertamente il proprio sguardo. Pubblico dominio.
Condividiamo le informazioni e diciamo le cose come stanno, nel team e con i clienti. Dove il mercato è spesso opaco, per noi viene prima la chiarezza.

Tre operai al lavoro, ognuno responsabile del proprio tratto di pavimento. Rifiutato dal Salon del 1875, fu esposto con gli impressionisti nel 1876. Musée d'Orsay, pubblico dominio.
Ogni socio risponde in prima persona delle scelte condivise: autonomia, responsabilità e fiducia sono la base del lavoro in team.

Stessa facciata, oltre trenta tele, ore e luci diverse: ogni versione è un passo avanti. Pubblico dominio.
Impariamo di continuo. Gli strumenti cambiano, la voglia di migliorare e di provare cose nuove resta.
La governance non è una scala di ruoli ma un insieme di responsabilità condivise. Oltre al lavoro sui progetti, i soci seguono otto aree in piccoli team trasversali.
Ogni area è seguita da un gruppo di soci che decide in autonomia sulle questioni operative, in linea con missione e valori. Le responsabilità vanno a chi ha le competenze e l'esperienza giuste.

Il primo tratto su una tela ancora bianca: il futuro si costruisce cominciando. Hamburger Kunsthalle, pubblico dominio.
Se volete capire come lavoriamo, raccontarci un'esigenza o semplicemente fare due chiacchiere, ci trovate al telefono o nella nostra sede di Dalmine.